domenica 8 febbraio 2009

Il giocattolo è mio! Solo Mio!


Quando non riescono a fare come gli pare, i bambini di solito puntano i piedi, incrociano le braccia e tengono lungamente il muso. Alcune varianti prevedono che il bimbo prorompa in un generoso e tristissimo blues di lacrime o che, a domanda di cosa sia accaduto, scostino la testa e, girandosi, neghino il loro sguardo a testimoniare quanto sono arrabbiati.

Fortunatamente gli uomini cresciuti, almeno anagraficamente, hanno atteggiamenti più maturi e consoni alla loro esperienza. Capita che si alterino visibilmente, cogliendo l'occasione per inveire contro le regole vigenti, ricordando quanto le stesse siano figlie di una cultura liberticida. La fenomenologia comportamentale si può ulteriormente arricchire qualora i personaggi in questione ricoprano prestigiosi incarichi direttivi. Tronfi, dal loro balcone di comando, annunciano allora che le regole cambieranno, perchè così proprio non si può continuare.

A volte l'adolescenza va proprio sprecata...

sabato 24 gennaio 2009

Change has come to America!


"...E così, per tutti i popoli e i governi che ci guardano oggi, dalle più grandi capitali al piccolo villaggio dove è nato mio padre: sappiate che l’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta."

Barack Obama, discorso d'insediamento alla Casa Bianca, 20 Gennaio 2009

Confesso che a leggere queste parole tratte dal discorso di insediamento del presidente Obama mi seriamente commosso. Queste parole sono ben di più di un manifesto programmatico: sono il ritorno del sogno americano, inteso come sicurezza che anche gli abitanti dei più remoti angoli della terra potessero trovare porto sicuro e supporto da questa grande nazione nella personale ricerca di pace e felicità. Un forte richiamo all'empatia, alla solidarietà, non più racchiusa nei confini nazionali, e ai diritti inalienabili sanciti dalla dichiarazione di Indipendenza.
E come d'incanto l'America riacquista in toto il suo fascino uscendo da una eclissi lunga quasi un decennio, New York ritorna una meta ambita turistica e non solo...

Best wishes US! Buon lavoro Barack!



lunedì 12 gennaio 2009

Il gioco delle tre carte

I francesi forse non saranno molto familiari con il gioco delle tre carte... ma chi è mai passato per il sottopassaggio che dalla stazione centrale di Milano porta verso la metropolitana sa che lì potrà trovare, ogni tre per due, dei figuri (che definire loschi è un geniale esercizio di retorica ed eufemismo) che, intorno ad un banchetto, promettono facili guadagni se si indovinerà sotto quale delle tre carte si troverà San Giuseppe (o Sant'Antonio o Santa Chiara secondo le varianti). A carte scoperte qualcuno pensa che il suo occhio possa seguire i pellegrinaggi della carte fortunata, corroborato dalle facili vincite che il complice della banda raccimola in un attimo...
Ora usciamo un attimo dalla metropolitana e, con sicumera, dirigiamoci verso Malpensa.
Come si potrebbe far "fuggire" qualcuno che sta comprando una scatola con un sacco di buchi? Basterebbe promettergli che in poco tempo potranno comprare quella stessa scatola senza dover pagare per tappare alcunchè...
Come si potrebbe far credere che è conveniente che la compagnia aerea di bandiera se la compri (senza debiti, leggasi con i culo delgi altri) qualcuno che ha la stessa esperienza in ambito aereo di Solange con l'eterosessualità?
Non lo so proprio ma credo che l'italianità sia proprio una bella cosa.
...e già che ci siamo mettiamoci pure una scopa in culo e ramazziamo Malpensa, perchè noi alla cordata dei capitani coraggiosi vogliamo bene veramente!