martedì 30 settembre 2008

Eraclito, il curling, e la Juventus


Eraclito, folosofo presocratico greco, sosteneva che il mondo vive della contrapposizione di due concetti in antitesi, quella che è comunemente definita dialettica degli opposti.
In buona sostanza sappiamo che cos'è la pace perchè abbiamo visto la guerra.
Sappiamo definire il sapore dolce perchè esiste il salato.
Batman è buono perchè esiste il suo alter ego-negativo, Joker.

Ecco, ho sempre pensato che il curling esistesse per rendere ancor più magnificienti le discese sul parquet di sua pallacanestro in persona, Michael Jordan... la partita della Juventus di stasera però è stata di un bruttezza così imbarazzante da far assumere anche al curling un significato definito, quasi aulico.

Sto parlando di gente che gioca a bocce sul ghiaccio con una scopa, eh!
Ranieri? Filosofia, 3...

mercoledì 24 settembre 2008

Cattivi Samaritani

"Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso»" Luca 10, 25-37

Per un ingegnere leggere un libro di un economista coreano potrebbe sembrare, ed in effetti è, un filino bizzarro. Però spendo volentieri un post per questo libro, assai lontano dai canoni di lettura serale nonchè orizzonatale (leggasi conciliasonno, pronunciasi comesilegge...).
Il testo, redatto con evidente sforzo narrativo per renderlo usufruibile anche a chi di cognome non fa Keynes, Ricardo (David), Edgeworth o Tremonti (a proposito...riuscite a trovare l'intruso?), tratta il tema della globalizzazione e fornisce un valido impianto argomentativo che permette di analizzare a fondo il sistema di sovvenzioni che i paesi industrializzati elargiscono a quelli in via di sviluppo tramite quella che Chang definisce la Unholy Trinity (WTO, l'FMI e Banca Mondiale, per chi avesse dubbi).
I paesi industrializzati, dopo essersi arricchiti salendo la scala del benessere hanno dato un calcio alla scala? Il liberismo è la via per aumentare il benessere di un paese? I paesi industrializzati sono diventati tali grazie al libero mercato? Il Mozambico vivrà un miracolo economico nel 2061?

Non vi dico chi sono i cattivi samaritani... non voglio levarvi la sorpresa, ma sono sicuro che i più perspicaci tra di voi lo avranno già capito... e forse sono anche gli stessi che hanno capito chi è l'intruso di cui sopra... (per chi avesse dubbi consiglio wikipedia...).

Chang Ha-Joon, Cattivi Samaritani (Il mito del libero mercato e l'economia mondiale), Università Bocconi, 2008

domenica 21 settembre 2008

Due parti di idrogeno ed una di ossigeno...


"...Portatemi sulla riva, gnari, sul confine dove l’acqua tocca la terra, dove l’asciutto diventa bagnato.

Domani qua metteranno il cartello: Privato.

Ma di chi è l’acqua,
perché non riesco a non pensare che questa
non sia roba da vendere e comprare.

Intuisco che è così, ma perché non può esserlo?

Dammi una buona ragione
e lui:

per la sua eguaglianza universale,

per l'indipedenza di ogni particella dalle altre
solo due parti di idrogeno per una di ossigeno.

Per la libertà del suo stato liquido, solido, gassoso,
nel ciclo della pioggia e nelle correnti;

per la variabilità di quiete e tempesta;

per la consapevolezza della sua massa gigantesca tre a uno;

3 a 1 fisso dell’acqua sulle terre emerse;

per la grandezza di ogni orizzonte marino che diventa oceano;

per il suo essere linea, confine, finis terrae che disegna il mondo conosciuto;

per i pesci, i mammiferi marini, le capacità di sciogliere i sali,
trattenere lo zucchero, la stanchezza umana e i rifiuti organici;

per la sua spinta dal basso verso l’alto
uguale alla massa del liquido spostato;

per la commovente resistenza dei ghiacciai ai mutamenti climatici per niente scontati;

per la pazienza del bagnasciuga a Ferragosto;

per la dignità in memoria del nome dei fiumi avvelenati
e seccati in modo per niente scontato o mal calcolato;

per la capacità di azione e reazione dei geiger,
maremoti, tempeste, tsunami, alluvioni, Katrina e Rita;

per il mistero delle sorgenti prosciugate da grandi
opere per niente scontate e mal calcolate;

per l’umidità dell’aria, per la nebbia,
la rugiada, le nevi, la grandine;

per la capacità di lavare, togliere la sete,
di spegnere il fuoco,nutrire le piante;

per essere risorsa, diritto, elemento fondante come aria
e come l’aria di difficile conversione in merce.

Infatti che prezzo si può dare
al vapore, alla nebbia, alla nube,
alla pioggia, al nevischio, alla grandine…
la grandine,nel bilancio idrico dei potenti, sarà un costo o un ricavo?

il suo essere bene indiviso nei secoli di antiche
civiltà che fermavano la proprietà sulle rive dei fiumi,
non l’ha salvata dall’essere merce nell’ultima frontiera dell’West,
dove per la prima volta nella storia, chi arrivava alla terra
diventava anche padrone dell’acqua purché avesse un fucile
per difenderla; i nativi d’America erano esclusi dalla gara,
perché, partendo in loco, erano troppo avvantaggiati.
Così la possibilità di venderla e comprarla è un’idea che fa proseliti.
Per bere dovremo stappare!!!

L’acqua da imbrigliare, arginare, deviare, sbarrare, intubare,
prelevata alla fonte, i rivoli invisibili che mettono i fiumi
nell’imbarazzo di non riconoscere mai la foce, ma quale delta o estuario!

Il prezzo… Difficile non pensare alle conseguenze di svalutazione
dell’intera razza umana, dal momento che essa rappresenta
il 90% di ogni corpo umano.
Dunque che prezzo dare alla vita? Che valore più o meno?
Pagandola bene, sei bottiglie di acqua minerale, non è male,conviene!

E la scadenza? Se è merce avrà una scadenza.
Che faremo allora degli stagni pestilenziali, delle lagune museo,
delle pozzanghere inquinate, ma soprattutto dell’acqua
dei vasi da fiore andata a male… nel bilancio idrico contabile del pianeta,
dove le mettiamo, a costo o a ricavo? ..."

Mercanti di Liquore e Marco Paolini, Due Parti di Idrogeno ed una di Ossigeno, Sputi (2004)

giovedì 18 settembre 2008

Nostradamus?


"Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa"

Licio Gelli, intervista a Repubblica, 28 Settembre 2003
http://www.repubblica.it/2003/i/sezioni/politica/gelli/gelli/gelli.html

mercoledì 3 settembre 2008

AHHHHHHHHHLITALIA


Sono anni che Alitalia è in affanno, si direbbe che senza il defibrillatore (i nostri eurini) se ne sarebbe naturalmente andata da un pezzo... la nostra cara estinta... Le cose non avvengono mai per caso però. Non credo di aver mai trovato una offerta fottutamente competitiva di Alitalia. Su Londra, ad esempio, un qualsiasi altro vettore in un confronto con Alitalia si piazzava al primo, al secondo, al terzo e al quarto posto; al quinto strenuamente Alitalia manteneva i suoi 7 passeggeri.
Ho sempre pensato che una compagnia aerea fosse un assett veramente importante per un paese competitivo e continuo a pensarlo. A parte l'ipocrisia dei capitani "coraggiosi" che con un rischio equiparabile alla farina per dolci (sì proprio la doppio zero), si apprestano ad avventarsi sul quasi povero estinto, però gradirei proprio che se di soldini miei Alitalia avesse bisogno (e la bad company qualche euretto me lo chiederà temo) rimanesse completamente pubblica e si risanasse con un grosso calcio nel culo agli incompetenti.
Qualcuno mi chiamerebbe comunista... e allora come li chiamate i "liberisti" che sospendono TUTTE le leggi antitrust per creare un porto franco in cui si possa operare a proprio piacimento?
La chiamano economia di mercato, invece continuano a proporre "non"-regole che non fanno altro che allontanare qualsiasi capitale straniero. I gruppi di interesse, le holding straniere che entrano invece hanno avuto ampie rassicurazioni che, anche loro, potranno fare come fossero a casa nostra (e non casa loro dove magari qualche regola c'è...).
E poi si accettano scommesse... tra 7-8 anni la "nostra" CAI di chi sarà? E di che colore saranno le livree dei 747?
Odoacre, vieni pure, le chiavi sono sotto lo zerbino!